La causa
La storia in sette parti, dalla fondazione del 1904 alla causa. I documenti a margine rimandano alle prove.
1904-1931
Una banca in franchi oro
La Banque d'Orient fu fondata ad Atene con Regio Decreto del 7 dicembre 1904. Il suo capitale era di 10.000.000 di franchi, in 80.000 azioni al portatore da 125 franchi oro ciascuna D01. L'iniziativa venne dalla Banca Nazionale di Grecia e il capitale dalla tedesca Nationalbank für Deutschland. Aveva agenzie a Costantinopoli, Salonicco, Alessandria, Il Cairo e Amburgo D02.
Nel 1910 le azioni furono introdotte alla Borsa di Parigi tramite la Comptoir National d'Escompte de Paris D04. Entro il 1931 il capitale aveva raggiunto i 35.000.000 di franchi oro in 280.000 azioni. L'azione n. 190378, emessa ad Atene il 1° luglio 1910, è il titolo su cui si fonda l'azione giudiziaria D05.
1932-1933
La fusione e il conto
Nel 1932 la Banca Nazionale assorbì la Banque d'Orient. Il contratto di fusione, atto 147611/1932, fu pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre 1932 D10. Le sue clausole sono il cuore della causa. La NBG assume, in qualità di mandataria, la liquidazione speciale dell'attivo (clausola IV). Tiene un conto corrente fruttifero denominato «Banque d'Orient, Conto di Liquidazione», al tasso del 7%, con rendiconti pubblicati ogni sei mesi (clausola VI). Al termine della liquidazione, chiude il conto (clausola VII) e distribuisce il saldo finale ai portatori delle 280.000 azioni (clausola VIII).
Il conto fu aperto. Fu tenuto in un registro rilegato, il «Katholikon», con ogni pagina vistata da due dipendenti della NBG e con registrazioni fino all'agosto 1938 D14. Per ogni azione fu versato un anticipo di 150 e 50 dracme. Nel maggio 1933 l'ufficio legale della NBG spiegò che le 150 dracme costituivano una restituzione parziale del capitale sociale e le 50 dracme il prezzo della clientela D13.
Dicembre 1936
Una fine che i documenti non attestano
Dal 2012 la NBG sostiene davanti a ogni tribunale che la liquidazione si concluse il 28 dicembre 1936 con una situazione finale, e che da allora la Banque d'Orient non esiste più. I documenti di quel mese dicono altro.
Il 30 giugno 1936 fu redatta e pubblicata una situazione della liquidazione D18. Il 23 dicembre 1936 i liquidatori speciali verbalizzano un'istruzione della direzione della NBG: i lavori si fermano e il personale viene licenziato D20. I verbali delle ultime sedute menzionano cause pendenti e crediti non riscossi. Non contengono alcun rendiconto finale, alcun bilancio di riparto né alcuna constatazione che i lavori fossero completati D21.
Il documento su cui si fonda la NBG è una «Situazione al 28 dicembre 1936», redatta il 29 dicembre e priva di firma. La NBG afferma che fu pubblicata su La Bourse Égyptienne nell'ottobre 1937. Interpellata per certificare quel numero, la Bibliothèque nationale de France rispose di non poterlo fare D22. Nessun bilancio finale della liquidazione fu mai depositato presso il registro delle società per azioni, come certificò nel 2013 il Ministero dello Sviluppo D44.
1937-1966
Le carte dopo la fine
Se la liquidazione si fosse conclusa nel dicembre 1936, i documenti seguenti non dovrebbero esistere.
Nel 1939 la Westminster Bank di Londra scrisse alla NBG a proposito della «Banque d'Orient in Liquidation», chiedendo i conti della liquidazione D27. Il 28 novembre 1939 il Ministero delle Finanze greco scrisse alla NBG «in qualità di liquidatrice della Banque d'Orient», chiedendo come venisse restituito il capitale agli azionisti D29. Nel 1939 la Corte dei Conti stabilì che lo Stato doveva alla Banque d'Orient 1.482.042 dracme. La NBG impugnò quella decisione davanti al Consiglio di Stato, espressamente in qualità di liquidatrice della banca in liquidazione, e il suo ricorso fu respinto l'8 aprile 1940 D30. Il rendiconto della stessa NBG per gli anni 1941-1944 parla di una liquidazione ancora in corso D32.
All'estero, le azioni continuarono a essere detenute e tassate come patrimonio. Nel 1951 la Crédit Lyonnais di Marsiglia attestò il deposito di azioni della banca D34, e titoli dell'archivio recano timbri di Parigi del 1951 e del 1954 D35. Nel gennaio 1956 l'erario francese riscosse l'imposta di successione su sette azioni della Banque d'Orient, titoli oggi conservati nell'Archivio Storico della NBG D36. Il 17 febbraio 1965 le filiali egiziane della NBG scrissero ad Atene a proposito della riduzione delle attività della liquidazione e delle «cause giudiziarie ancora pendenti» D37.
2008-2015
Alla ricerca del contratto
Nel 2008 il Consiglio Legale dello Stato espresse il parere, nel caso di un'altra banca prebellica, che una società in liquidazione conserva la propria personalità giuridica fino al legale completamento della liquidazione, indipendentemente da quanti decenni siano trascorsi D39.
Dal 2011 gli azionisti al portatore chiesero alla NBG e alle autorità il contratto di fusione e i conti della liquidazione. Il Ministero dello Sviluppo certificò che nessun documento sul completamento della fusione o della liquidazione era mai stato depositato D44. L'archivio notarile e gli Archivi Generali dello Stato risposero che l'atto 147611 non si trovava nelle loro collezioni. Il 2 marzo 2014 la Segreteria del Consiglio di Amministrazione della NBG rispose che il contratto di fusione «non si rinviene nell'archivio della banca» D47. Nel 2015 la NBG dichiarò per iscritto di non avere alcun obbligo di tenere il conto di liquidazione.
1936 e 2016
La firma
Tra i documenti prodotti dalla NBG in tribunale vi è una versione della situazione del 30 giugno 1936 che reca la firma di Ioannis Drosopoulos, allora Governatore della NBG D18. È l'unica situazione firmata della liquidazione presente nel fascicolo.
Nel 2016 gli azionisti chiesero a Emily J. Will, perita forense di documenti certificata negli Stati Uniti, di confrontare quella firma con firme autentiche di Drosopoulos degli anni 1912-1931 D49. La sua perizia conclude che la firma sulla situazione non è la sua. La perizia fu depositata nel processo civile. Nessun tribunale l'ha esaminata, e a nessun consulente tecnico d'ufficio è stato chiesto di farlo.
Dal 2013 a oggi
Nei tribunali
Nel 2013 gli azionisti si rivolsero al tribunale chiedendo la nomina di liquidatori della Banque d'Orient.
Nel settembre 2016 portatori della Comunità degli Azionisti citarono in giudizio la NBG sulla base del contratto. Altri portatori intervennero nel processo.
Il registro, i documenti statali del 1939 e del 1940, l'atto fiscale francese del 1956, la lettera del 1965 e la perizia calligrafica sono stati depositati in tribunale. Il processo continua. Data l'intransigenza dei responsabili, siamo certi che la causa arriverà fino alla Corte di Cassazione e alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.